“Viaggio a Kandahar” (2001) *

 

La situazione afgana in mano ai talebani. Il regista iraniano ne parla in maniera distratta, stereotipata, con un fine ben preciso: far conoscere la situazione degli afgani ad una cultura che non è la sua, e un Paese, l’Afghanistan, che, si nota, non è il suo.

Un ‘road movie’, sopravvalutato, pedante e ripetitivo, quando non demagogico, con tanto di americano nero redento, bianchi occidentali buoni, gente del posto disperata e scugnizza, ma furba.
Terribilmente scontato l’utilizzo che fanno gli sceneggiatori del burqa, il vestito coprente l’intera figura umana, imposto alle donne afgane. Uscito prima dell’11 settembre 2001, con l’imminente guerra all’Afghanistan ha avuto un rilancio nelle sale europee solo qualche tempo prima insperato. 

“Safar e Ghandehar” (Francia/Iran, 2001) Regia di Mohsen Makhmalbaf. Con: Niloufar Pazira, Hassan Tantai, Sadou Teymouri. 85’.

[2 marzo 2005]

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