La casa di sabbia e nebbia (2003) * 

Una casa viene perduta dalla legittima proprietaria per un cavillo burocratico. Al destino di questa casa si lega una famiglia di origine iraniana, che la comprerà all’incanto. Ma solo quando un poliziotto si legherà alla ragazza per aiutarla a riprendersi il maltolto, il risultato sarà devastante…

Storia di una catastrofe annunciata fin dai titoli di testa. Ma anche di una serie di stereotipi a non finire, che si susseguono fino a rallentare un finale piuttosto scontato.
Intimamente razzista la descrizione dell’orgoglio iraniano: un ex colonnello dello Scià, espatriato dopo la rivolta degli ayatollah, che, con piglio marziale (e musulmano) tiene in scacco la famiglia lontano da menzogne e miserie.
E come la famiglia Malavoglia, alla fine perde tutto, ma non solo la casa comprata – per poco – all’asta giudiziaria. 

Sotto accusa c’è il sistema giudiziario statunitense, abominevole e tritacarne; dall’altro canto una società che rifiuta gli immigrati, che, per parte loro, non fanno nulla per integrarsi. Temi potenzialmente interessanti, ma gettati dentro una melensa storia d’amore (con secondi fini per entrambi?) tra la protagonista e il poliziotto, che usa ogni mezzo (illegale) per riaccasarsi con la donna.

House of Sand and Fog (USA 2003) di Vadim Perelman – con Jennifer Connelly, Ben Kingsley, Ron Eldard, Frances Fisher, Kim Dickens.

18 aprile 2005