“Tom Jones” (1963) **** 

In un Settecento inglese rozzo e folle, viene alla luce un bambino che verrà chiamato Tom Jones: da allora la sua avventura sulla terra verrà seguita passo passo, raccontandone le sfortune e le fortune fino a quando la sorte darà ragione alla sua esistenza travagliata e perennemente in fuga.

Ciò che colpisce maggiormente di questo capolavoro è la costruzione del montaggio: siparietti e voice off guidano lo spettatore in un ingranaggio narrativo incalzante ed esilarante. 

Il padrone troglodita, padre della promessa sposa di Tom Jones, è personaggio che risalta per i suoi modi spicci oltre per la grandezza dell’attore che ne dà un volto indimenticabile.

Pur essendo il registro dissacrante e totalmente comico molte sono le affinità narrative con il kubrickiano “Barry Lyndon” (1975).

“Tom Jones” di Tony Richardson è tratto al romanzo di Henry Fielding (1707-1754).

[25/02/2005]