Volver – Tornare (2006) **

Il dialogo (im)possibile tra una figlia e una madre morta, che si realizza in una seconda possibilità. Il desiderio – probabilmente autobiografico del regista – è anche un limite che condiziona il film, frenandone potenzialità e rendendolo ripetitivo. La storia è comunque cesellata di piccoli eventi che solo in seguito svelano l’arcano (peraltro telefonato fin dall’inizio).
Storia matrilineare che ritorna nell’ultimo Almodóvar, come in “Tutto su mia madre” o “Parla con lei”, film dove emerge la speranza che i sentimenti travalichino l’assenza, o la morte, e ne sfondino i confini ristabilendo un contatto con chi resta.

Una splendida, maggiorata, Penelope Cruz in versione Sophia Loren è una citazione da “La riffa”, episodio diretto da Vittorio De Sica, parte di “Boccaccio 70” (1962) .

“Volver”, regia di Pedro Almodóvar.

24 aprile 2007

volver

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“Parla con lei” (2001) ***

Marco e Benigno, spettatori a teatro, si sfiorano con gli occhi, coinvolti nella stessa commozione. Si ritrovano più tardi nella clinica dove Benigno lavora come infermiere. Marco è lì per accudire la fidanzata in coma. Tra i due uomini nasce un’amicizia attraverso la quale cercheranno di rompere il silenzio che avvolge drammaticamente la ragazza.

Trama e ordito sono simbiotiche e necessarie l’una all’altra qui più che mai, rispetto ad altri film di Almodovar, ma riesce a contemplare anche fughe dal realismo all’allegoria, dall’onirico alle paure ataviche e babau sempiterni. Un dominio sul fatalismo, sempre a rischio quando si parla di amore e morte.
La speranza serve al cinismo, lo aiuta a farci vivere. Mai nel film trabocca alcuno di questi ingredienti, teso in un equilibrio altamente periclitante, nessun sentimento o istinto sopprime gli altri, non diviene mai pedante.
Nelle scene a rischio interviene l’ironia, nelle scene patetiche interviene altresì la razionalità. Ma soprattutto il film, la storia, non spiega il mistero, del quale si subisce uno strano fascino, proprio per l’ostentata mancanza di spiegazione e teorie. Nessuna letizia è fino in fondo, come nessun dolore è fino all’ultimo termine, respiro, esseri ondivaghi in balìa degli eventi, che a malapena riescono a reinterpretare la realtà, mancando, il più delle volte, in obiettività e distacco. 

Come sta scritto nell’Ecclesiaste, tutto ha un tempo una durata, sta a noi accettarlo ed elaborarlo; ciò ci salva dal facile fatalismo attraverso il quale si può solo subire. Il film sembra così decretare che, non si può lenire il male di vivere senza un briciolo di sana illusione o rivalsa sulle delusioni e le sconfitte, finanche sulla sfortuna o la morte.

Hable con ella (Spagna, 2001). Regia di Pedro Almodóvar. Con Geraldine Chaplin, Leonor Watling, Dario Grandinetti, Javier Cámara. Durata 112’.

[02/03/2005]