“C’eravamo tanto amati” (1974) ****

Vite, morti e miracoli italiani.
Viaggio (anche cromatico) in avanti (a colori) e a ritroso (bianco e nero)  nel recente passato italiano che tenta di raccontare come le illusioni nate in seno alla guerra di Liberazione si siano presto trasformate in delusioni.

Delusioni e fallimenti dispensate in modo diverso e uguale per tutti i quattro protagonisti Manfredi/Gassman/Sandrelli/Satta Flores, cui aggiungiamo i due fratelli Aldo ed Elena Fabrizi – nota come Sora Lella – che qui interpretano marito e moglie, e Giovanna Ralli.

Attori strepitosi e regia che sperimenta e trova spesso soluzioni oniriche strepitose.
Da rivedere.

“C’eravamo tanto amati” è diretto da Ettore Scola.

1 marzo 2014

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“The monuments man” (2014) °

Una storia potenzialmente avvincente e un grande cast sprecati e inghiottiti in un film patinato e deludente.

Se interessa l’argomento, meglio vedersi grande classico “Il treno” (http://www.filmtv.it/film/7333/il-treno/).

“Monuments Men” (The Monuments Men) è scritto, diretto, prodotto e interpretato da George Clooney.

1 marzo 2014

 

“Furyo” (1983) *** 

“Buon Natale, mister Lawrence!” esclama in primissimo piano Takeshi Kitano: il Giappone e l’Occidente s’incontrano, nemici, durante la seconda guerra mondiale, in un campo di prigionia nipponico.

Nagisa Oshima, autore giapponese, mantiene una visione tendenzialmente onnicomprensiva, ponendo sullo stesso piano sia la cultura giapponese sia quella inglese.

Il film oscilla presentando grumi di violenza e momenti di pura contemplazione dell’umano. Le differenze culturali, il senso univoco dell’onore e della morte sono arcaiche dal punto di vista inglese, essenziali dall’altro, ma esse si compenetrano senza mai fondersi tra loro.
Storia di guerra e di sensi, passioni irrazionali, sostenute dall’apparentemente fredda sovrastruttura militare e giudiziaria.

A due musicisti, molto celebri, David Bowie e Ryuichi Sakamoto, sono affidate le sorti di un impossibile ricongiungimento, ma che ben presto sfocia in un tragico e inesorabile gioco delle parti.
La fine drammatica verrà decretata dall’incapacità di comunicare, data, probabilmente, dalla decodificazione diversa di valori comuni, in un contesto di attrazione e repulsione continue.

Furyo (Senjo No Merry Christmas, Giappone/GB/N.Zelanda 1983, col, 22′) Nagisa Oshima. Con David Bowie, Ryuichi Sakamoto, Tom Conti, Takeshi Kitano.

[05/01/2005]

Mein Führer – La veramente vera verità su Adolf Hitler (2007) **

Un incubo divertente e inquietante che recupera e cita i film che nel passato più o meno recente hanno tentato di esorcizzare la figura del dittatore tedesco. Fuor della stucchevole polemica sulla convenienza di sorridere o meno del nazismo (questi polemisti non avranno mai visto “Vogliamo vivere” di Lubitsch o “Zelig” di Allen, chissà), dove ciò che fa sorridere è perlopiù il disagio, frutto di stati d’animo contrastanti e per nulla rassicuranti.

E’ un film prevedibile che ricorda, almeno nella struttura tripartita (prologo, flashback, epilogo), “Train de vie” e nel finale cita “Il grande dittatore”. La vendetta parodica postuma contro il dittatore nazista fa sorridere, ma nulla di più; il regista, forse, centra il suo bersaglio prefissato e riporta l’equilibro – si fa per dire – con “La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler” (Der Untergang, 2004), diretto da Oliver Hirschbiegel, livido e demoniaco film sulle ultime ore del Fuehrer, e giudicato pericoloso perché ‘affascinante’, almeno potenzialmente.
Tuttavia la pellicola diretta da Levy è vessata da lungaggini inutili e frequenti digressioni  che contribuiscono alla perdita del filo narrativo.

Chissà cosa direbbero gli scandalizzati da questo film, o dal citato “Train de vie”, o da “La vita è bella”, se vedessero il magnifico “Per favore non toccate le vecchiette” ossia, in patria, “The Producers” (1968) di Mel Brooks (con formidabile remake di Susan Stroman del 2005).

“Mein Führer – La veramente vera verità su Adolf Hitler” (Mein Führer – Die wirklich wahrste Wahrheit über Adolf Hitler), regia di Dani Levy.

22 dicembre 2007