“Apocalypse Now” (1979) **** 

Analisi della follia della guerra e del suo senso misterico profondo, inaccettabile eppure sempre, nuovamente, possibile.
La catastrofe artificiale che consente però, così come nell’”Odissea” o nella “Divina Commedia”, la ‘catabasi’, la discesa all’Infero, nel profondo oscuro dell’animo umano.

Pretesto e contesto è la guerra sporca: quella fatta contro i vietkong dagli Usa, la guerra del Vietnam, matrice, tra l’altro, di film che si sono misurati con essa: da Kubrick a Stone, da “Hair” a “Rambo”; un fattore di costume, storia, cultura, in un riflusso di coscienza collettivo.

Questo film, forse più di altri, fa emergere dal profondo pozzo nel quale è relegato il nostro cuore oscuro, di tenebra, appunto, dal romanzo di Conrad al quale Coppola si è ispirato.
Emerge il ridondante orrore, l’orrore al quale si abbandona il protagonista, Kurtz, personaggio tragico, epico, carnefice e vittima. Emblema di una riflessione universale sull’uomo, sul potere, la violenza e infine l’orrore che, collante perfetto, unisce tutto.

La fotografia di Storaro lega visivamente il calore tropicale dell’Indocina al colore delle esplosioni, in un continuo dialogo/scontro tra natura e artificio, caricato dalla famosa onda emotiva della musica di Wagner: da qui le valchirie saranno associate indissolubilmente all’elicottero.

Tra personaggi apparentemente ridicoli, ma, in verità spaventosi, che contrappuntano il caos generale, spunta la vicenda del capitano Willard, appartenente ai corpi speciali, che risale su una chiatta il Mekong a caccia di un rinnegato americano, il colonnello Kurtz, e scopre che quest’ultimo, si è fatto re nella foresta ai confini con la Cambogia, e lì tiranneggia una tribù di nativi, combattendo un’altra guerra, una guerra personale.

Per il Willard che cerca Kurtz su mandato dell’esercito, e ha un preciso ordine, quest’ordine diviene fulcro di ripensamento e di crisi interiore. Ma, nonostante ciò, Kurtz stesso sa come la sua guerra terminerà.

L’attualità feroce riporta in auge i tagliatori di teste che imperversano nei videotape osceni disponibili su internet, corollario della guerra in Iraq: l’orrore quale luogo di comunicazione estrema non ci abbandona. Così come la sequenza del sacrificio del bovino è da memoria perpetua, il riferimento è al montaggio incrociato: omaggio all’Ejzenstejn di “Sciopero” è tra le sequenze più emozionanti della storia del cinema.

“Apocalypse Now” è un film del 1979 diretto da Francis Ford Coppola.

[14/02/2005]

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