Viva Zapatero! (2005) * 

Sabina Guzzanti racconta le peripezie della sua trasmissione televisiva Rai8t, vittima della censura.
La satira ai tempi della peste. La peste è il conflitto di interessi e il pestifero Silvio Berlusconi. Mentre il Regno Unito e la Francia se la passano bene, e si può perfino simulare l’uccisione di Chirac scimmiottando “Pulp Fiction”; qui in Italia non si può nemmeno pensare una trasmissione di satira. Ci dice la Guzzanti.
Poi la Guzzanti stessa si prende sul serio e si paragona a giornalisti del calibro di Biagi e Santoro gente di share da far paura. Ritorna, quindi, nel suo ambito squisitamente spettacolare e si paragona a Fo. Un sabina-guzzanti-centrismo che stanca presto e ne fa la martire dei martiri.
Tra le cose interessanti, e queste sì meno trite, di quanto poi dica la Guzzanti, è l’opinione che emerge da un punto di vista estero: l’odierna opposizione non ha fatto nulla per definire e circoscrivere il conflitto di interessi berlusconiano, quando fu al governo, fidandosi della sua parola di uomo, cosa che si evince da un discorso di Violante alla Camera magari – ci sospetta Sabina – in cambio di prebende e pacchi regalo; cosa che non è avvenuta tra il 1996 e il 2001, e qui siamo in molti ad essere d’accordo.

Ma sul piano puramente artistico? Rai8t, o quell’unica puntata, è stata davvero un bel programma di satira? Questo non ci è dato saperlo, poiché anche per la protagonista la cosa più importante sono (berlusconianamente) i dati d’ascolto, innanzitutto dandoli per favorevoli nei suoi confronti; tra gli sfavorevoli mi ci metto anche io, che non ho apprezzato che poche cose del programma: soprattutto Neri Marcorè/Gasparri, davvero una satira (a questo punto) old style.
Fo si spertica, a ragione, sulla differenza tra sfottò e satira; Canfora dice che Aristofane nelle sue commedie inseriva splendidi comizi accusatori.

Allora questo semmai è il punto, che Sabina evita, non è solo dire le cose (come stanno), ma “come” dirle, un problema a mio avviso che non può prescindere dall’estetica se si parla di spettacolo e di satira, altimenti altro, invettiva scherno, diffamazione, denuncia, discrito, cose che tolgono invece di dare e fanno aumentare la bile, per “come” sono raccontate, non perché vengono raccontate; perciò, a mio avviso, quella rappresentazione di Paolo Rossi, ossia il “Moliere” censurato, era spassosa; è invece una predica moralista e noiosa quella di Grillo e della Guzzanti, che invece di fare i bertoldo fanno i savonarola.

Devo dire che Guzzanti è molto brava a tirar fuori il peggio di alcune persone pubbliche, di sinistra; ed è molto dotata a vezzeggiare gli amici di Sinistra. Ogni cosa è al suo posto, insomma un documento che non stupisce nessuno. Abbiamo corso il rischio di sentirci raccontare un problema esistente, politico, sociale e libertario, nel modo in cui tutti i giocatori pro o contro si aspettano venga raccontato, ed è quindi un’occasione sprecata, un’altra.

Ma in altri termini, puramente cinematografici, la vittima principale di questo documentario è il cinema, visto che si tratta di un videoclip, e piuttosto spocchioso, altro che Moore.

Viva Zapatero! (Italia 2005) di Sabina Guzzanti – con Sabina Guzzanti, Daniele Luttazzi, Enzo Biagi, Michele Santoro, Dario Fo

1 ottobre 2005

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