“4 mesi, 3 settimane, 2 giorni” (2007) *

Romania, 1987: due studentesse (per il vero poco probabili: un po’ troppo anziane) che provengono dalla provincia romena profonda si trovano al centro di un incubo.
Una delle due è incinta (il riferimento del titolo è alla gravidanza) perciò si affidano a un praticone. Costui ne approfitta in tutti i modi, pretendendo prestazioni sessuali in qualità di baratto.

Incomprensibile verboso, per un film costruito su misura per cinefili che s’intendono di degrado post-comunista. Rimane il dubbio che potrebbe essere stato un ottimo cortometraggio. La storia c’è ed è interessante. Purtroppo le digressioni asfissianti interrompono sistematicamente la narrazione. Il dramma è telefonato fin dall’inizio, ma manca il bersaglio.

Rimane una domanda: quanti film sul blocco comunista, disperati e disperanti, pensano ancora di produrre e distribuire?

Inoltre lo stile Dardenne (vuoti pneumatici, assenza di colonna sonora, mdp spesso traballante, inquadrature piuttosto dubbie ma estrose) molto apprezzato dai francesi, fa scuola. Ahimé spesso accade che l’allievo, anche se ideale, non fa che scimmiottare il modello rendendolo, oltremisura, indigesto.

“4 mesi, 3 settimane, 2 giorni” (4 luni, 3 săptămâni și 2 zile) è diretto da Cristian Mungiu.

21 settembre 2007

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“Amen” (2002) *

“Amen” vuole essere pungolo tremendo nei confronti dei cristiani tedeschi sottoposti coscientemente alla legge nazista, ma soprattutto verso quella Ragion di Stato che espresse la Chiesa negli anni più bui delle deportazioni ebraiche.

Costa Gavras fonde fatti realmente accaduti con la fiction.
Il geraraca delle SS, protagonista del film realmente esistito, è un chimico che fornisce informazioni utili all’esercito sulla pericolosità del gas Zyklon-B. Venuto a conoscenza dell’orrore dello sterminio tenta di sensibilizzare, in gran segreto, le alte gerarchie della Chiesa cattolica tedesca e il Vaticano dapprima, sia esponenti della confessione protestante, alla quale apparteneva, sperando in una protesta ufficiale.
Ma tutto questo, come si sa, non è avvenuto.
La parte romanzata è imperniata attorno alla figura di un giovane gesuita italiano, figlio di un diplomatico vaticano, che, come Massimiliano Kolbe, si immola volontariamente nel campo di sterminio a testimonianza del martirio di milioni di persone innocenti.

Mentre la storia del gesuita risente troppo del senno di poi, pare molto più incisiva la vicenda del chimico che, durante i processi alleati non è creduto nel suo tentativo di denuncia del genocidio in tempi non sospetti, e si toglierà la vita.

“Amen” è un film del 2002 diretto da Costa-Gavras.

[18/02/2005]