Paisà (1946) ****

I sei episodi del film registrano l’avanzata degli alleati e la conseguente ritirata feroce dei nazisti attraverso l’Italia.
Oltre ai soldati, i protagonisti sono i paisà, personificati – fra gli altri – da: partigiani, religiosi e soprattutto dalle donne italiane, assieme sono abitanti autoctoni o temporanei di un Paese distrutto, pieno di sofferenza e speranza, dalla Sicilia al Po. 
La miscellanea di culture, aliene l’una alle altre, rinverdisce la fama quadricentenaria dell’Italia come campo di battaglia e teatro di scorribande di stranieri di ogni fatta, con corollario di amori disperati e storie pietose, che a volte lasciano perplessi (mi riferisco all’episodio dei francescani romagnoli). 

Nell’emblematico ultimo episodio, ambientato sulle rive del Po, i fatti narrati avvengono durante l’inverno del 1944. Sono fatti crudi, ferite ancora aperte nel momento in cui il film viene girato, che allargano la strada a una visione precisa, senza ambiguità, della Storia di appena due anni prima. La foce del Po è in simbiosi con i partigiani ma favorirà suo malgrado i nemici e gli stranieri amici; entrambi occupano, di qua e di là del fronte fluviale, gran parte della scena, tanto che le frasi pronunciate nei dialetti polesano-ferraresi hanno pochissimo spazio. Infatti l’episodio è parlato perlopiù in inglese e (poco) tedesco, ma riesce straordinariamente eloquente anche a chi non comprende queste lingue. Rossellini ravviva in ciò la migliore tradizione del cinema muto, incide attraverso la descrizione visiva: gli uomini, le cose, gli avvenimenti portando l’espressività ad un livello sublime e altamente comunicativo. Le scene di guerriglia e i dialoghi stralunati (eppure sensati) tra polesani e americani danno una dimensione eroica ed esaltante, che mette in contatto anche chi vi si affaccia dal futuro.

Il territorio nazionale, raccontato da Rossellini in maniera straordinaria e istintiva, riesce a dare una visione espressiva ma anche impressionistica alla realtà narrata. La poesia del paesaggio sembra essere al di sopra di tutto, fino ad assorbire il dolore. Le immagini di Firenze semidistrutta, le fughe dei personaggi alla ricerca di qualcuno, qualcosa o se stessi, lasciano in quest’ultimo episodio che la storia d’Italia scorra attraverso il fiume, fino a che non tornerà di nuovo primavera come dice la voce che dà il commiato al film: “[…] la guerra finì già nella primavera dell’anno successivo”.

Paisà (Italia 1946) di Roberto Rossellini – con Carmela Savio, Gar Moore, Dots M. Johnson, Harriet White, Alfonsino Pasca.

13 settembre 2005