“4 mesi, 3 settimane, 2 giorni” (2007) *

Romania, 1987: due studentesse (per il vero poco probabili: un po’ troppo anziane) che provengono dalla provincia romena profonda si trovano al centro di un incubo.
Una delle due è incinta (il riferimento del titolo è alla gravidanza) perciò si affidano a un praticone. Costui ne approfitta in tutti i modi, pretendendo prestazioni sessuali in qualità di baratto.

Incomprensibile verboso, per un film costruito su misura per cinefili che s’intendono di degrado post-comunista. Rimane il dubbio che potrebbe essere stato un ottimo cortometraggio. La storia c’è ed è interessante. Purtroppo le digressioni asfissianti interrompono sistematicamente la narrazione. Il dramma è telefonato fin dall’inizio, ma manca il bersaglio.

Rimane una domanda: quanti film sul blocco comunista, disperati e disperanti, pensano ancora di produrre e distribuire?

Inoltre lo stile Dardenne (vuoti pneumatici, assenza di colonna sonora, mdp spesso traballante, inquadrature piuttosto dubbie ma estrose) molto apprezzato dai francesi, fa scuola. Ahimé spesso accade che l’allievo, anche se ideale, non fa che scimmiottare il modello rendendolo, oltremisura, indigesto.

“4 mesi, 3 settimane, 2 giorni” (4 luni, 3 săptămâni și 2 zile) è diretto da Cristian Mungiu.

21 settembre 2007

“La strada di Levi” (2006) ***

Bel documentario di Ferrario che affronta il lungo ritorno da Auschwitz a Torino di Primo Levi, raccontato ne “La tregua”.

Il viaggio è il pretesto per parlare di Europa, di valori comuni, di disvalori, di dittature e paesaggi inimmaginate. Un pungolo alle coscienze tranquille di noi che viviamo nelle nostre tiepide case.

“La strada di Levi” è prodotto e diretto da Davide Ferrario.

25 aprile 2007

“World Trade Center” (2006) *

Il film racconta la drammatica vicenda di due agenti della polizia portuale, che furono coinvolti nell’attentato alle Torri Gemelle l’11 settembre 2001.

Molto più importante come documento storico o storico-cinematografico che cinematografico. Film a uso e consumo del pubblico statunitense.

“World Trade Center” è diretto da Oliver Stone

24 aprile 2007

N – Io e Napoleone (2006) *

Film uscito fuori tempo massimo. Monicellismi del grillo non salvano un regista che raramente è uscito dai propri stilemi (quando ci riesce però è notevole, ad esempio “Caterina va in città”), almeno finora. Un film artigianale, con attori inquietanti.

Menzione a parte la merita il nuovo Flavio Bucci, almeno fisiognomicamente, cioè Massimo Ceccherini, che si rivela ancora una volta una gemma grezza del nostro panorama cinematografico.
Un film scontato se letto in filigrana antiberlusconiana, come pare voler alludere.

24 aprile 2007

“Nuovomondo” (2006) **

Il primo tempo – lento e colmo di luoghi comuni – parla di un’immigrazione lontana e sfocata. Un processo di trasfigurazione che vorrebbe portare la realtà e il paranormale sullo stesso piano. Ma gli inserti paranormali, appunto, sembrano iniettati, giustapposti, senza convinzione.

Molte sono le sovrapposizioni, gli equivoci (immancabili), le incomprensioni e i vecchi che si buttano via così, un’America (leggi: Italia odierna) che non capisce, che seleziona uomini come bestie. Il prodigio è troppo, distrae dopo lunghi silenzi lo spettatore che non vorrebbe che il prodigio si manifestasse, ma invece – ahinoi – si manifesta nuovamente. Per mancanza d’altro, per mancanza di storia.

Splendida, invece, l’idea del sogno: il bagno nel latte, o la nave che si stacca dal porto: davvero spettacolari degni un autore vivace com’è Crialese. 

Nel complesso non ho visto elementi di novità (non sono necessari, per carità, però auspicabili, sì), almeno degni di tutto quel clamore miracolistico (vedi la stampa specializzata) attorno a un film che ha le pezze al culo, come i suoi protagonisti.

“Nuovomondo” è un di Emanuele Crialese.

24 aprile 2007

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Baciami piccina (2006) *

Un filmetto per la tv portato inspiegabilmente al cinema. La trama è scorrevole e si fa guardare (anche con un occhio solo). Il regista dà la possibilità a Vincenzo Salemme di interpretare un personaggio grottesco che diviene eroe per caso (un omaggio non richiesto alla coppia Sordi/Gassman di “La grande guerra”). Probabilmente non si sentiva la necessità dell’ennesima storietta a margine del dopo 8 settembre 1943.

Una pseudocommedia all’italiana amara e decadente, che guarda nostalgicamente alla grande stagione passata. Acuisce in questo anche la nostalgia dello spettatore, e non va bene.

“Baciami piccina” è diretto da Roberto Cimpanelli.

24 aprile 2007