Sedotta e abbandonata (1963) ****

Ritratto impietoso della Sicilia (e dell’Italia) di allora. Un mosaico di ipocrisie composto di vizi privati e pubbliche virtù, dove il ruolo della donna è subalterno e anche quel che pare trasgressione viceversa segue l’ordine morale costituito e protetto dalle leggi.

Un gioco delle parti che oggi, probabilmente, ad uno spettatore contemporaneo sembra eccessivamente stereotipato. Tuttavia il film rimane una testimonianza, per quanto ci è dato sapere, fedele del passato recente.

Regia strepitosa, attori diretti con maestria da Germi, regista semidimenticato.

“Sedotta e abbandonata”, di Pietro Germi, Italia 1963, 93′.

25 marzo 2007

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