“Black Book” (2006) *

Una sciocchezza vestita di niente. Il film maneggia un tema delicato con il cinismo di un regista che non sa di cosa stia parlando. Falsamente provocatorio.

“Black Book” (Zwartboek) è diretto da Paul Verhoeven.

24 aprile 2007

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“Rosenstrasse” (2002) ° 

Rosenstrasse è un film inconcluso. Narra di un piccolo evento avvenuto in Germania, durante la seconda guerra mondiale. La via eponima evoca un atto di protesta durato a lungo durante il conflitto: a Berlino, un edificio sito in Rosenstrasse ospita un centro di concentramento di ebrei sposati con tedeschi “ariani”.

Queste coppie ritenute ‘miste’, in un primo tempo furono tollerate dal nazismo, in seguito, dando l’affondo alla logica dello sterminio degli ebrei, già spogliati della loro nazionalità tedesca, questa tolleranza venne meno e i consorti ebrei furono internati nei campi di sterminio. Di lì a poco si formò un capannello di donne che notte e giorno reclamavano i loro mariti, proprio in Rosenstrasse.

A questi fatti s’intreccia la storia recente di una giovane donna statunitense, figlia di genitori di religione ebraica, ma di formazione laica, che (non del tutto chiaramente, per la verità) ricerca le radici della madre, ora in stato di choc per la perdita del devoto marito.

Cinquanta anni più tardi la figlia riesce a ritrovare la donna tedesca cristiana (moglie di un tedesco ebreo) che salvò sua madre bambina da sicura deportazione, e altrettanto sicura morte. Ma la madre rifiuta questo salvataggio per mano “ariana”.

Il finale, neanche tanto a sorpresa, arriva repentinamente con un carico di rassicurazione che lo fa sembrare un happy-end consolatorio. Ma lo è per davvero?

“Rosenstrasse” è un film di Margarethe von Trotta.

 

[18/02/2005]