Clean (2004) **

Emily, moglie di Lee Hauser, un tempo stella del rock poi caduta (è morto di overdose), dopo aver passato sei mesi in prigione per possesso di stupefacenti, decide di rifarsi una vita. Torna a Parigi dopo anni e da lì ricomincia: il suo obbiettivo è tornare pulita, cioè smettere di farsi, per riabbracciare il figlio Jay, che abita con gli anziani nonni paterni.

Diverse sensazioni accompagnano questo film, che pure non stupisce nella narrazione, molto lineare e senza troppi artifici registici. Un film morale, a tratti pecca di moralismo, nel quale le droghe, le false amicizie e la “Mtv generation” e il mondo che la foraggia, non ha niente in più delle generazioni precedenti, ma solo questo minimo comun denominatore. 

E’ la biografia di una donna, dalla caduta alla risalita in nome della speranza e dell’amicizia: Emily ha la fragilità delle donne forti, decise, ma, che, peccando in presunzione, perdono di vista loro stesse, la loro vita intima minima. Lee, il marito, che appare come vittima di se stesso, le faceva da contraltare, da controcanto, la riportava in rotta: questo di lui rimpiange.
La loro storia assomiglia vagamente a quella tra Lennon e Ono, anche se la morte di lui avviene per cause diverse, Emily nei confronti di Lee, proprio come Ono, fu accusata di aver portato alla deriva il marito, e d’esserne stata la causa di tutti i mali. Questa somiglianza è sottolineata dai tratti somatici orientali di Emily.

Al di fuori di questa vita in travaglio c’è il suocero (interpretato da un intenso Nick Nolte) che si occupa del figlio di Emily e Lee, Jay. Il nonno crede di dover preparare il bambino ad avvicinarsi alla madre, perciò si affida al proprio sesto senso, al perdono, nonostante le difficoltà e le continue prove di inadeguatezza della madre. La speranza sembra allora tornare…
Clean (Francia 2004) di Olivier Assayas – con Jeanne Balibar, Nick Nolte, Ian Brown, Maggie Cheung, Béatrice Dalle

31 maggio 2005