“Uzak” (2003) ** 

Inverno in Turchia, un inverno gelido, nevoso, apparentemente più appropriato ad altre latitudini.
Un giovane dà un ultimo sguardo al suo paesino, al minareto, immerso in un cono d’imbra.
Inverno a Istanbul. Un quartiere signorile che potrebbe essere di qualsiasi altra città europea. Non ti tradiscono i volti che incontri, la storia dietro quegli sguardi. Tra questi i due protagonisti della vicenda, un fotografo disilluso, apparentemente sazio e solo, e un giovane, suo parente, che dal paesino va in città senza una meta, se non una vaga idea di trovarsi un lavoro in un cargo e partire per non morire – sono sue parole – al paesino. 

La solitudine e l’amarezza che s’incontrano nel film sono contrappuntate da una fotografia nitida che ne solleva le sorti, quando il film, purtroppo, si avviluppa in se stesso.
La tensione interiore dei due personaggi, incapaci di dialogare non solo fra loro, ma anche con loro stessi, diviene il film stesso.
La regia è piuttosto didascalica e perciò tende ad appesantire e dilatare i tempi.

Mentre si sta discutendo dell’entrata della Turchia nell’UE, Ankara negli ultimi anni si è guadagnata un posto di primo piano, se così si può dire, nel cinema internazionale, a partire dal “nostro” Özpetek, regista di pellicole popolari a partire da “Il bagno turco” del 1997 (i cui soggetti sono sempre più simili tra loro), a Fatih Akin autore de “La sposa turca” (2004), e aggiungo, anche se la Turchia c’entra solo geograficamente, un piccolo – ma notevolissimo – passaggio a Istanbul in “Camminando sull’acqua” (2004) dell’israeliano Eytan Fox.

Regia di Nuri Bilge Ceylan con Emin Toprak, Muzzafer Özdemir, Zuhal Gencer Erkaya, Fatma Ceylan.

[05/02/2005]