“The Wolf of Wall Street” (2013) ****

Film imperdibile, esilarante, tratto da una storia realmente accaduta negli edonistici anni Ottanta.

Di Caprio attorniato da un cast di caratteristi notevole, Scorsese al suo massimo. Insomma un gran film (anche da rivedere).

“The Wolf of Wall Street” è diretto e prodotto da Martin Scorsese.

1 marzo 2014

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“Gangs of New York” (2002) ***

Pare essere Martin Scorsese, oggi, col gigantismo espresso in “Gangs Of New York” a portare il cinema americano a quei vertici narrativi che non sono più di moda da molti anni, spazzati via da altri generi che hanno nello spettacolo illusorio e nell’industria degli effetti speciali il loro punto di forza. A volte ci prendono (“Matrix”), altre volte sono di una banalità a dir poco sospetta (“Stargate”), nonostante il successo. Lasciando perdere considerazioni moralistiche su Hollywood di ieri e di oggi, ponendo per certo che il filmaccio da cassetta serve, come è sempre servito del resto, alla produzione per sovvenzionare il capolavoro o il film monumentale, quest’ultimo è sempre più raro nelle sale, ma non è morto. Sarà perchè quando parla di NY Scorsese si rianima, ma “Gangs” ha moltissimi punti di forza oltre a questo.

La ciclicità dell’evento; il cambio generazionale nella vita e nella Storia, si avvicendano sullo schermo in maniera elefantiaca: impossibile da seguire razionalmente, come spesso capita nella realtà senza che nessuno l’interpreti per noi. Sul teatro, oggi inflazionato di NY, la futura capitale della cultura occidentale, è rappresentata l’avanguardia naturale della vecchia Europa contemporaneamente alla fine di una recente vecchia America fatta di sradicati con un forte senso di appartenenza ad un luogo paradisiaco solo a parole: balordi con il senso della patria, contro l’orda che viene da Oriente ancora una volta…

Eccezionale il cast, in primis Daniel D. Lewis, il suo personaggio è poetico, violento, emblematico che incarna il figlio della paura; Di Caprio si conferma bravissimo attore anche qui, il suo personaggio figlio della letteratura europea fonde Amleto, Ulisse, Achille ed Ettore: sé stesso, il doppio speculare; Cameron Diaz è invece il completamento femminile di entrambi, forse un po’ bozzettistica, non molto convincente proprio perché recita una parte in sé incompleta… I Five Points di Cinecittà? Straordinari.

Dopo i primi cinque secondi di film si capisce perché non ha avuto successo nell’America di oggi… straordinaria l’assenza di patriottismo spurio e muscolare di moda oggi al di qua e al di là dell’Atlantico; qui latitante anche la vacua retorica sulle Torri Gemelle, buona visione.

[11/02/2003]