Quando sei nato non puoi più nasconderti (2005) *

Un bambino, figlio di una famiglia benestante bresciana, cade nel mare Mediterraneo durante un’escursione in barca con il padre; il genitore se ne accorgerà troppo tardi. Ma non tutto è perduto, il piccolo verrà ripescato da una carretta carica di disperati in cerca di fortuna in Italia, e lì si aprirà per la famiglia una nuova frontiera.

Film di “cellulari”, di incastri perfetti e spiegazioni anticipate, ma superflue; di minima descrizione dei fatti; letterario; ma anche un film dai tempi furbescamente dilatati, spesso inverosimile e vuoto di quei contenuti che vorrebbe veicolare.
Involontariamente comico, involontariamente razzista sia verso i ricchi e i poveri, descrive gli immigrati in modo cerchiobottista, mistifica la cronaca per giustificare qualcosa di inafferrabile ambiguo (ad esempio quando “parla” dei cosiddetti centri di accoglienza per immigrati clandestini con codazzo di scandali in Puglia, già sollevati dalla tresmissione “Report”), o sono pazzi e patetici, oppure sono scaltri, bugiardi e quindi ladri e sfruttatori delle loro donne che mandano a prostituire appena arrivano in Italy; mentre i nostri piccoli industriali sono boriosi ma in fondo buoni ed è facile fregarli, proprio per colpa del loro cuore.
Insomma Giordana è qualunquista spesso e volentieri, il film si rifugia in un “finale aperto” poiché inconcludente. Attori caricaturali, mestieranti. Deprimente sotto molti i fronti.

Quando sei nato non puoi più nasconderti (Italia, 2005) di Marco Tullio Giordana – con Alessio Boni, Michela Cescon, Rodolfo Corsato, Matteo Gadola, Ester Hazan

1° ottobre 2005

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