Il quinto impero (2004) ****

Nel 1578 Sebastiano, giovane re del Portogallo, vive con vigorosa tensione la frustrazione e l’orgoglio di essere sovrano del suo Paese, ma vive lo spavento del futuro; si sviluppa ogni giorno di più la minaccia nella sua mente fragile e sempre più malata, avverte il suo fallimento come incombente e la pressione delle gesta eroiche dei suoi altrettanto eroici avi. Quindi egli medita ansiosamente di portare la pace attraverso una grande guerra contro gli “infedeli” che metta fine alle mire espansionistiche islamiche in nome della cristianità quale valore assoluto al quale tendere… 

Ma già in questi atti estremi, incubi oscuri, insicurezze drammatiche e tragici esiti, vive sull’orlo del baratro, nasce da qui il delirio che vorrebbe il mondo migliorato da una guerra che infine generi la pace. Probabilmente quella eterna. Ed il quinto impero, religiosamente inteso come quello di Cristo è pari alla distruzione del mondo. Straordinario e sarcastico metro del vegliardo de Oliveira che usa per misurare il presente, con gli errori del passato; raggelante sequela di dejà-vu cui il film ci sottopone, l’orrore della follia che si manifesta, che trasuda umanità e disarma; lo spavento dell’ignoto, la solitudine, la rabbia cieca e l’orgoglio, per parafrasare smarrimenti collettivi e risposte, secondo il regista, ma non solo, sbagliate, a problemi reali, esistenti.

I’irrefrenabile giovane che organizza l’ultima crociata senza il rispetto della corte, così da sfamare le paure del popolo ignorante, a costo di distruggere il suo stesso regno, è così attuale da far tremare le vene ai polsi.

Il quinto impero (O quinto império – Ontel como hoje 2004) di Manoel de Oliveira – con Ricardo Trepa, Luís Miguel Cintra, Glória de Matos, Miguel Guilherme, David Almeida.

25 dicembre 2005

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