“Maciste alpino” (1916) ***

Straordinario documento del 1916, tra i più celebri titoli del cinema muto italiano che tenta di raccontare (seppure facendo dell’umorismo) la Grande Guerra.

Il produttore è Giovanni Pastrone noto per “Cabiria”, il kolossal italiano del 1914, che ha lanciato proprio Maciste, l’erculeo eroe di matrice dannunziana (il vate ne conia il nome).

Maciste viaggia in licenza cinematografica nei secoli da Cartagine per passare sulle Alpi a far la guerra ai “crucchi”. Molte le scene degne di nota, così le tecniche di ripresa, a parte il soggetto che si dispiega tra i generi letterari popolari: eroismo, la storia d’amore appena accennata e castissima, l’irredentismo (la prima guerra mondiale venne vista quale quarta guerra d’indipendenza) e la turpe specie dell’austriaco infido e violentatore di donne che fa da contraltare alla forza bruta italica – ma mai veramente cattiva – di Maciste.

L’eroe interpretato come in “Cabiria” da Bartolomeo Pagano, scaricatore del porto di Genova, è un colossale omone che raccoglie su di sé gli attributi del divo forzuto coi nemici e bonario con i suoi. Stratega militare con qualche tratto ulissiaco (nella notte arriva al campo nemico beffando i soldati): un eroe senza tempo che qui veste la divisa grigioverde alpina dopo aver lasciato con nonchalance il perizoma di liberto delle guerre puniche.

Maciste è la parte migliore dell’italico guerriero che a mani nude castiga i nemici o porta in gloria la classe di nobili che questa Nazione ha costruito (come nell’ultima, trionfale, scena), ponendo formalmente e in maniera ingenua il livello di classe popolare che egli rappresenta, pur avendo molti meriti (infatti non parla direttamente con alcun alto ufficiale visto nel film, bensì si limita a suggerire la spedizione pensata da lui, al tenente nobiluomo suo conoscente).

Meritano attenzione le tecniche di ripresa, ad esempio i primissimi piani e i quadri virati a colori, le riprese coraggiose in alta montagna, inquadrature poco convenzionali che mostrano spettacolari spedizioni degli alpini sospesi nel vuoto mentre attraversano un orrido appesi ad una fune; nonché effetti speciali di finzione sorprendenti (Maciste a cavallo che salta del ponte tuffandosi nel fiume).
Degne di nota sono le pose plastiche di Maciste che ne esaltano la forza fisica e richiamano il futuro Mussolini trebbiatore che vent’anni più tardi anch’egli a petto nudo sfida in prima linea la battaglia del grano, riferimento iconologicamente molto importante per l’immaginario collettivo del duce più spettacolare e populista.

 

“Maciste alpino” è un film del 1916 di Luigi Romano Borgnetto e Luigi Maggi con Bartolomeo Pagano nel ruolo di Maciste.

(22/10/2004)

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