“Da quando Otar è partito…” (2003) ***

Ennesima testimonianza sulla decomposizione dell’Unione Sovietica, vista dalla parte del Caucaso. Ma almeno in questa pellicola l’aspetto e il messaggio si stemperano in un complesso rapporto generazionale.

I giorni tutti uguali di Tblisi, capitale della repubblica georgiana, e la storia di tre donne legate da stretta parentela: la nonna (la protagonista), la figlia di mezza età madre a sua volta di una ragazza orfana di padre, morto nella guerra sovietica in Afghanistan.
La nonna e la nipote vanno d’accordo ma la figlia-madre ha problemi di inferiorità verso Otar, il fratello immigrato in Francia, medico, che per vivere fa il muratore a Parigi.

La nonna, un po’ snob e francofila di famiglia, vive nell’attesa della telefonata o della lettera dell’adorato figlio e tutto ruota attorno alle notizie che Otar dà di sé.
La vita che appariva destinata ad un ciclo fatto di consuetudini dà così l’opportunità a tutte e tre di reinterpretare il futuro.

La regista Julie Bertuccelli racconta la possibilità di riscatto che a volte si nasconde dietro le pagine più amare dell’esistenza.

I personaggi sono raccontati lasciando da parte un – ahinoi – frequente sguardo ipocrita e pietistico verso gli immigrati dei film d’essai che impedisce l’identificazione da parte del pubblico occidentale nei personaggi del film.

“Da quando Otar è partito” è un film del 2003 diretto da Julie Bertuccelli.
[07/02/2004]

Annunci