“Dove eravamo rimasti” (2015) ***

Jonathan Demme non è un regista prolifico, ma basta ricordare alcuni film (“Il silenzio degli innocenti”; “Philadelphia”; “The Manchurian Candidate”) per ritrovare un ottimo interprete del proprio tempo.

Interprete e traduttore di un’epoca che copre un trentennio almeno, ma che ancora riesce a rinverdire e rendere vitale una storia di fallimenti e sentimenti in sostanza già vista. Grazie agli attori, prima fra tutti un’ottima Meryl Streep, ma non solo. La protagonista del film musicale “Dove eravamo rimasti” (t.or. “Ricki and the Flash”) è Linda/Ricki, una medaglia con due facce, una mamma ultrasessantenne che da molti anni ha lasciato i suoi tre figli per inseguire un sogno incompatibile con la vita di famiglia: fare la rocker.

Vive le proprie contraddizioni in semipovertà (per mantenersi fa la cassiera sottopagata), è ribelle come si conviene a chi campa di musica, anche se a livelli amatoriali, ma è patriottica (“ha votato due volte G.W. Bush!” le rinfaccia il figlio progressista), porta addosso le piaghe della storia americana (il fratello è morto in Vietnam), è ròsa dai rimorsi, ma è anche tutelata dalla consapevolezza di non aver avuto altra scelta che assecondare il proprio demone. Linda/Ricki è perciò dovuta fuggire in California, lasciare la sua splendida famiglia, il marito “stakanovista” che le garantiva una vita agiata, tra lusso e denaro.

Il film sorvola su molti dettagli, alcuni personaggi rimangono fin troppo abbozzati, ma riesce a tenere insieme una storia che altrimenti rischia di arrivare senza paracadute a uno scontato lieto fine. Con un uso sapiente di pesi, contrappesi, ironia, comicità e buona musica (coadiuvata dalla poderosa voce intonata di Meryl), Demme accompagna lo spettatore all’epilogo alleviandolo dalla noia del prevedibile, tanto da farlo risultare liberatorio e gratificante come lo sguardo di chi conquista con le proprie forze la vetta al termine di una salita insidiosa.

Demme (classe 1944) racconta la sua generazione dal punto di vista di chi rifiuta lasciarsi andare alla terza età senza combattere ancora una volta, ma come pochi suoi colleghi lo fa senza infingimenti, scusanti o maschere. Prende atto delle derive della vita, degli errori, dei difetti, delle leggerezze, dell’incoscienza, ma permette che entri in scena la fortuna (la provvidenza?) e lascia che il tempo rimetta tutti al proprio posto: figli, genitori naturali, matrigna, ex genero e neonuora.

Il film ha i tratti di una commedia brillante ‘vecchia scuola’, perciò si ride di gusto, ma chi non ha il cuore troppo duro rischia di commuoversi.

“Dove eravamo rimasti” (Ricki and the Flash) è un film diretto da Jonathan Demme.

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