Fascisti su Marte (2006) * 

Da un’idea felice e suggestiva (per quanto già sfruttata ampiamente in televisione) nasce un film dalla esile trama che riesce a risultare estenuante.

Chi apprezza Corrado Guzzanti fatica a comprendere un’operazione nata fuori tempo massimo, stanca e pesante, che riprende alcuni episodi di una trasmissione di Raitre del 2001 intitolata il “Caso Scafroglia”.

Interessanti gli effetti speciali che parodizzano gli stilemi dei cinegiornali Luce, nonché gli stereotipi mussoliniani. Eppure il film è afflitto da alcune scelte incoerenti, come ad esempio quella dell’estetica del cinema muto e del colore che improvvisamente svaniscono. Pedanteria per pedanteria, nel 1939, anno in cui è ambientato il film, il sonoro in Italia festeggiava il suo primo decennale e il muto era ormai un relitto del passato. In particolare il film è muto – con tanto di didascalie – per quanto riguarda la diegesi, ed è raccontato da una voce narrante ipoteticamente aggiunta in post produzione, ricalco del cinegiornale. Per quanto riguarda il colore, invece, verso l’epilogo scompaiono il viraggio in rosso (esterni) e il b/n degli interni (astronave e tenda) favorendo riprese a colori. 

Nonostante la sciatteria, alcune trovate (ad esempio l’incubo nel quale il gerarca Barbagli – Guzzanti – viene inseguito da un testone mussoliniano motorizzato) sono memorabili e rimandano alle gag comiche del cinema delle origini. Altre, di sicuro effetto esilarante, giocano con la memoria comune del cinema. Ad esempio il monolito di “2001 Odissea nello spazio” che viene “sintonizzato” sulle frequenze littorie.

Nell’insieme, operazione narcisistica da dimenticare. 

Fascisti su Marte è un film del 2006 diretto da Corrado Guzzanti e Igor Skofic, tratto dagli omonimi sketch realizzati da Guzzanti all’interno del programma televisivo Il caso Scafroglia (2002).

12 novembre 2007

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