La donna di Gilles (2004) *** 

Francia, anni Trenta. In un sobborgo operaio si consuma il matrimonio tra Gilles e la moglie Elisa, per la seconda volta, incinta. Il sospetto che il marito la tradisca con la più giovane sorella di lei, Victorine, è suffragato da prove sempre più chiare. Ma Elisa non vuole perdere il suo passato e il suo futuro, ed è pronta a tutto.

Il dramma di una mania che possiede intimamente un uomo. La cronaca di un senso di possesso che cresce sempre più, la morbosità che Gilles ha per la giovane e avvenente cognata Victorine; e l’ambiguità con la quale, Gilles stesso, tratta la moglie Elisa, che, del resto, ne intuisce il tradimento ripetuto. Ma Elisa si dimostra forte, a se stessa prima di tutto; non senza qualche illusione di troppo, affronta apertamente quello che definisce un’infatuazione: Elisa, e lei soltanto è e sarà, la donna di Gilles. Ma l’uomo diviene sempre più violento, instabile, bestiale: se solo qualcuno osa toccare Victorine, passa senza esitazione alle mani; anche pubblicamente si espone a questo, si espone esponendo anche Elisa e i figli, rischiando il matrimonio, e infischiandosene apertamente. La moglie lo comprende, si mostra a Gilles più forte di quella tentazione, si umilia di fronte ai vaneggiamenti del marito, piange di nascosto, si sottopone ad un insultante confronto con la più giovane e maliziosa sorella. E matura dentro di sé il risentimento, e il dapprima costante fine di salvare la famiglia, viene messo sempre più alla dura prova dei fatti.

Intenso ritratto del degrado di un uomo fragile e di una donna che (lo sottolinea il titolo volutamente ambiguo), nonostante sia esposta a rischi di un abbandono, per giunta nel delicato momento della gravidanza, che ispirerebbe protezione, si deve calare nei panni del marito stesso: capirne la follia e aiutarlo a uscirne decorosamente, per riprendere il cammino della vita insieme con i figli. Ma dietro ogni piccolissimo successo, si nasconde una nuova e sempre più pesante sconfitta. Gli attori danno una grande prova di recitazione. Gli occhi blu di Elisa, esprimono il suo intento di donna forte, di una interiorità espansa; una osservatrice attenta, di poche parole, il suo volto lunare mette in luce il suo grande coraggio, che, però ne consuma l’anima. Di Gilles si nota la corpulenza massiccia, la forza fisica, ma i suoi occhi sono invece sfuggenti, piccoli, adombrati dall’arcata sopracigliare, vagamente trogloditica. Di lui emerge il repentino degrado alla primitività dei sensi, dei suoi atti sempre meno controllati, dalla bramosia, dall’assillo di possedere il corpo di Victorine. Dal suo canto, Victorine è la leggiadria, la malizia, la sfrontatezza della gioventù che, in poco meno di un attimo, si porta via la vita e il futuro della sorella, senza curarsi di cosa potrebbe accadere ad entrambe.

La femme de Gilles (Francia 2004) di Frédéric Fonteyne – con Emmanuelle Devos, Clovis Cornillac, Laura Smet, Colette Emmanuelle.

18 aprile 2005