The Constant Gardener – la cospirazione (2005) *

Kenya, oggi. Dopo l´assassinio della moglie, giovane attivista per i diritti umani, il diplomatico Justin Quayle apre gli occhi e vede una realtà diversamente da come l’aveva considerata fino ad allora. La donna stava raccogliendo le prove di un utilizzo di malati-cavie per testare un nuovo medicinale. Justin trova il coraggio di affrontare, da solo, un complotto internazionale.

“Il giardiniere tenace” di John Le Carré fa da base ad un film trasognato; lo sguardo è frammentato, disordinato, perso tra passato e presente, pessimista, oggi frequente (vedi anche il “Match Point” di Allen) una tendenza cinematografica che, temo, incontri consenso soltanto nei cineforum.

Il classismo è sottile così come non manca il macchiettismo, insieme creano una visione vittimistica dell’Africa, visione che mette in risalto il senso di colpa occidentale più che il vero disastro epocale che si sta compiendo (da secoli) nel continente.

Film lacrimoso, estetizzante, ospita visioni paesaggistiche tipiche del documentario naturalistico. Gli attori (ad esempio un particolarmente fiacco Ralph Fiennes) non rendono servizio ai personaggi  né alla trama, così come i troppi elementi narrativi letterari – che cozzano con il racconto cinematografico – ne sminuiscono la storia, infarcendola di troppi colpi di scena che arrivano ad annullarsi. 128 lunghissimi minuti che si trascinano dall’inizio alla prevedibile, onirica, fine.

The Constant Gardener (USA / GB / Kenya / Germania 2005) di Fernando Meirelles – con Ralph Fiennes, Rachel Weisz, Daniele Harford, Danny Huston, Pete Postlethwaite.

27 aprile 2006

 

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