“Nuovomondo” (2006) **

Il primo tempo – lento e colmo di luoghi comuni – parla di un’immigrazione lontana e sfocata. Un processo di trasfigurazione che vorrebbe portare la realtà e il paranormale sullo stesso piano. Ma gli inserti paranormali, appunto, sembrano iniettati, giustapposti, senza convinzione.

Molte sono le sovrapposizioni, gli equivoci (immancabili), le incomprensioni e i vecchi che si buttano via così, un’America (leggi: Italia odierna) che non capisce, che seleziona uomini come bestie. Il prodigio è troppo, distrae dopo lunghi silenzi lo spettatore che non vorrebbe che il prodigio si manifestasse, ma invece – ahinoi – si manifesta nuovamente. Per mancanza d’altro, per mancanza di storia.

Splendida, invece, l’idea del sogno: il bagno nel latte, o la nave che si stacca dal porto: davvero spettacolari degni un autore vivace com’è Crialese. 

Nel complesso non ho visto elementi di novità (non sono necessari, per carità, però auspicabili, sì), almeno degni di tutto quel clamore miracolistico (vedi la stampa specializzata) attorno a un film che ha le pezze al culo, come i suoi protagonisti.

“Nuovomondo” è un di Emanuele Crialese.

24 aprile 2007

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