“Morte a Venezia” (1971) ****

Gli ultimi giorni di un musicista autriaco al Lido di Venezia. Lo divorano un morbo reale (il colera) e interiore, fino a cancellarne la dignità e l’esistenza.

Il film, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Mann, sfiora un tema scottante, allora tabù innominabile, come la pedofilia trafigurata nella ricerca (artistica) della bellezza “perfetta” insita nella giovinezza.

Alcune lungaggini il maestro poteva risparmiarle (l’interminabile siparietto da avanspettacolo – vagamente felliniano, che è tutto dire – e alcuni flashback), ma le plaghe di noia sono risarcite da un’interpretazione magistrale del grande Dirk Bogarde, da ricordare assieme a una Mangano sfolgorante (citazione vivente di Carla Erba, la madre del regista). 

“Morte a Venezia” di Luchino Visconti, Italia/Francia 1971, 133′.

25 marzo 2007

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“Per il re e per la patria” (1964) ****

“King and Country” è un capolavoro (pressoché misconosciuto) della filmografia bellica di tendenza antimilitarista.

Durante la prima guerra mondiale un giovane soldato diserta, catturato dai suoi stessi camerati è sottoposto a un processo.

Al soldato toccherà una corte poco comprensiva, ma un difensore che si lega alla sua sorte in mondo compassionevole.

Losey racconta – in un bianco e nero nitido – una storia infame eppure frequente, caricando sui volti dei protagonisti, spesso in primo piano, il dramma della vita di trincea e la meschinità e l’indifferenze non solo delle alte gerarchie, ma pure dei commilitoni della vittima sacrificale.
Un grande Bogarde.

“Per il re e per la patria” (King and Country) di Joseph Losey, GB 1964, 90′.

25 marzo 2007

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