“El abrazo partido – L’abbraccio perduto” (2004) ***

Piccolo, straordinario, film argentino racconta la vita sottovuoto di un giovane di origini ebraiche caratterizzato da vocazione innata al nichilismo.
Senza compiacimento, il ragazzo rifiuta le proprie lontanissime e attuali appartenenze religiose e familiari scatenando il proprio odio verso il padre espatriato in Israele.
Troppo sensibile per non sentirsi la vittima ufficiale dell’intera crudeltà del creato, troppo intelligente per credere alle storielle sul vero motivo della partenza del genitore, per non considerarle palliativi consolatori. 

La famiglia superstite gravita attorno ad una madre-yddish, tipicamente votata alla tragedia, ma pure connotata da una spensierata vitalità; a un fratello maggiore che dovendo scegliere fra la carriera rabbinica e quella del commerciante sceglie – con una vocazione profonda – quest’ultima; la nonna scampata all’eccidio nazista di Varsavia che non canta più da tempo canzoni del repertorio yddish.
Su tutti i componenti della famiglia gravita l’idea di padre, seppure dal volto vago, la quale mantiene un ruolo minaccioso, puntuto come una spada di Damocle, per quanto assente.
Rimane infine la coscienza e la verità del giovane che vuole andarsene, come se n’è andato il padre, far pesare l’assenza del proprio abbraccio a chi rimane, farsi detestare per sentirsi vivo. Da non perdere. Da rivedere.

“El abrazo partido – L’abbraccio perduto” è un film del 2004 diretto da Daniel Burman.

[03/06/2004]

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