Suely in the Sky – O Céu de Suely – Love for sale (2006) *

Vita triste di Hermila che, con lo pseudonimo di Suely, mette all’asta il proprio corpo per poter ricavare denaro e fuggire dal paese in cui vive. Dopodiché le cose per lei si complicano non poco.

Ennesimo film per cineforum europei. Un Brasile povero che sembra più frutto di un indagine che di un bisogno di raccontare. Attori piuttosto bravi e regia mestierante, ma mai incisiva.

Visto presso la Mostra del Cinema di Venezia 2006. Non risulta essere stato distribuito in Italia. Titolo internazionale: “Love for sale”.

“Suely in the Sky” (O Céu de Suely – Brasile, Francia, Germania – 2006 90’) di Karim Ainouz con Hermila Guedes, Maria Menezes, Zezita Matos, Joao Miguel Leonelli, Georgina Castro, Claudio Jabo Randy, Marcélia Cartaxo, Matheus Vieira

28 settembre 2006

Suely_in_the_Sky

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Arido movie (2004) **

Viaggio allucinante di Jonas nella terra della sua nascita in occasione dell’assassinio del padre. L’acqua come elemento politico, la sua presenza è la vita o meno di una comunità.

I popoli nativi del Brasile, i conquistatori poi latifondisti che comandano con la violenza luoghi dominati dal taglione e da regole non scritte sul senso dell’onore che cozza con i vistosi status symbol della contemporaneità. Cittadini annoiati che cercano culti animisti e cosmisti fusi a messianismo d’accatto tutto incarnato dal “Vecchio”, che in realtà è (ma va?) un truffatore con una cultura astronomica nozionistica e televisiva. 

Il protagonista è un noto conduttore televisivo di un programma di meteorologia, e la meteorologia e i bisogni primari si fondono nell’incontro impossibile tra città e territori lunari, aridi, arsi; tra trip lisergici e discussioni senza meta, viaggi alla ricerca dell’altro, o dell’acqua generatrice, non concludono un film che a tratti sembra un’accozzaglia di luoghi comuni sul Brasile e i suoi abitanti divisi tra leggi di natura, saggezza dei nativi e sconsideratezza dei bianchi, la vita dissoluta di giovani in cerca di erba da fumare, morte e violenza, antichi e barbari codici d’onore perpetrati con modernissime pistole e odioso razzismo.

Un film che necessita fortemente di un finale aperto poiché inconcludente, a tratti noioso, presuntuoso. Con una storia collaterale (tre giovani a zonzo), intrecciata alla principale, pretestuosa e che allunga di troppo la vicenda già accidentata da stereotipi e vuoti narrativi irritanti. Che inizia con una morte e finisce con una (futura) nascita. Visto alla Mostra del Cinema di Venezia 2005.

Arido Movie (Brasile 2004) di Lírio Ferreira con Giulia Gam, Mariana Lima, Selton Mello, Guilherme Weber

12 settembre 2005