“Il nastro bianco” (2009) ****

Alcuni fatti inspiegabili scuotono un paesino protestante della Germania del Nord, qualche anno prima della Grande Guerra. Le radici dell’odio nazista sono raccontate in un apologo equilibrato che guida lo spettatore nella spirale dell’abisso umano.

Senza risposte scontate né morali pregresse. Bianco e nero straordinario e necessario.

Il nastro bianco (Das weiße Band – Eine deutsche Kindergeschichte) è diretto da Michael Haneke.

1 marzo 2014

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“Canicola” (2001) ** 

“Canicola” è uno pseudo-documentario (o mockumentary), ambientato in Austria. Film molto slegato e difficile nel primo tempo, ma pienamente riuscito nel secondo. Sostanziale descrizione della decadenza dei costumi nel nostro presente nella quale, oltremodo, si parla di uomini e donne soli spaventati dalla morte. Cento anni dopo la Secessione viennese e Schiele, qui se ne ripropone idealmente la visione artistica della corruttibilità simbolica della morte ancor prima interiore e morale e poi del corpo.
I corpi sono al pari di materiale organico in piena ed eterna “fase orale”, immersa o soverchiata in collettivo soffocamento da afa (da qui il titolo) dal quale traspare desolazione, decadenza che fa di ogni buon “peccatore” del film, una vittima di questo “gran caldo” che altri non è se non un bisogno di comunicare negato.
Quindi diviene un’immensa fuga ideale non si sa verso chi, dove, per quale meta o scopo.
Alla fine però si scopre che si gira sempre su se stessi attraverso fotografie (certo un bel po’ stereotipate…) che assimilano un insieme di ciccioni che prendono il sole; o l’agente promotore di antifurto per case e auto che avvelena il cane da guardia ad un vecchio, solo e paranoico, che ha rifiutato la sua proposta di comprare un antifurto; oppure un altro episodio emblematico che vede sempre in questo venditore, l’accusatore falso di una mezza matta che passa le giornate facendo l’autostop, la quale è voce (insostenibile) dell’innocenza di un villaggio pieno di centri commerciali, di enormi insegne al neon che colorano freddamente il “non-luogo” austriaco, non diverso da qualsiasi periferia veneta, belga o californiana.

“Hundstage” (Austria 2001). Regia di Ulrich Seidl. Interpreti: Gerti Lehner, Erich Finsches. Durata 120′.

[2 marzo 2005]