Remember (2015) °

Il deludente “Remember” oscilla tra buchi di sceneggiatura imbarazzanti e la noia data dal pedinamento dell’anziano protagonista, interpretato da un pur bravo Christopher Plummer.

Il soggetto è logoro: pare di assistere a un “Memento” scalcagnato – perché altamente incoerente – innestato sulla trama di “Camminando sull’acqua” e, in parte, di “This Must Be the Place”. Film, questi ultimi, che già avevano i loro seri problemi di sceneggiatura e di resa cinematografica, oltre a risultare anche poco convincenti nel ganglo narrativo più scottante. Ovvero, quello della caccia al nazista, ormai con un piede nella fossa, per giustiziarlo. Non basta chiamare in causa la Shoah, o le connessioni storiche a essa riconducibili, per fare un buon film, ahinoi. Tantomeno per nasconderne il fallimento.

Peccato per le glorie del cinema coinvolte, Martin Landau e Bruno Ganz, oltre al citato protagonista, la cui recitazione rappresenta senz’altro la parte migliore del film.
Appare anche Dean Norris, ancora una volta poliziotto, ma la sua performance è sopra le righe, in una parola: imbarazzante.

Egoyan (che, nonostante l’età anagrafica, pare un regista vecchio, forse più dei suoi stessi attori) attrezza addirittura un sub-finale con allegato “spiegone” – come si conviene ai film malriusciti -, atto a svelare una volta di troppo l’intento didattico dell’opera.

Superato lo sgomento, si è portati a pensare che un possibile rischio collaterale alla visione di “Remember”  possa favorire che la noia, la prevedibilità e i pregiudizi antiebraici, per quanto criticamente messi in scena, soverchino gli intenti di base dedicati proprio al ricordo titolare, in cambio di un necessario oblio verso un film inutile, pensato per platee di studenti adolescenti.

Considerati i risultati, non guasterebbe una moratoria‬ sui soggetti dedicati alla caccia ai nazisti anziani.

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