“Ritorno a Cold Mountain” (2003) * 

Il kolossal è un lungo romanzo d’appendice che ci riporta ai tempi della Guerra Civile americana, quando gli Stati del Sud, autonominandosi Confederati si dotarono di un’altra bandiera e secedettero dall’Unione con gli Stati del Nord.
Tra le cause principali della Secessione: l’abolizione della schiavitù da parte dell’uomo simbolo degli yankee, i Nordisti, Abramo Lincoln.
Per questo ed altri fatti gli Unionisti mossero guerra contro i Sudisti.

La storia d’amore narrata nel film avviene nel profondo Sud e quindi, col senno della storiografia dei vincitori, dalla parte sbagliata, quella degli schiavisti.
Quando in un paesino della Virginia, Cold Mountain, arriva a curare le anime montanare un raffinato pastore protestante malato e bisognoso di buona aria (Donald Sutherland) e la sua avvenente figliuola Ada (Nicole Kidman), quest’ultima ha i modi della città, e quindi un po’ per la sua bellezza un po’ perché è vestita all’ultimo grido, attira verso di sé l’attenzione dei signori del luogo, tra i quali un taciturno e complessato Inman (Jude Low).
Intanto la guerra è scoppiata e i probi patrioti del Sud sono felicissimi di partire per difendere la causa del cotone e della schiavitù, ma i nostri Inman e Ada si sono nel frattempo infatuati vicendevolmente, anche se un bacio soltanto li ha uniti prima di partire.
Si succederanno varie catastrofi e la storia, da una specie di “Via col vento” montanara, si trasforma in Odissea, con tanto di Penelope che sta a casa ad aspettare il proprio uomo e non muove più un dito, e un Ulisse pacifista ‘ante litteram’ che decide di mollare il fronte e tornarsene al clivo natìo.
Inutile dire che nel frattempo s’incontreranno vari personaggi, e che l’infatuazione primigenia tra Jude e Nicole si è trasformata in solido e invincibile amore. Come una calamita l’uomo tra mille difficoltà torna dal fronte, ma…

Carrellata di attori famosi, tra gli altri: Natalie Portman, Renée Zellweger nel ruolo di Ruby e John White degli “White Stripes”, gruppo acclamato dalla critica, per un filmone strappalacrime che non riesce ad appassionare mai; in più, per far sembrare tutto più truce, si assiste a una continua e inspiegabile violenza sugli animali talmente insistita che fa pure sorridere. Il sangue, nel frattempo, scorre a litri e gli effetti speciali non sono poi così speciali.
L’interpretazione della Kidman è sottotono, la Zellweger deve interpretare un macchietta e si adegua; speriamo che White non si sia rovinato la carriera di musicista, per quanto riguarda Low rimane promessa non mantenuta.
Minghella, il regista, si guarda bene dal non scontentare alcuno e rimane in superficie.
Meglio guardarsi “Via col Vento” (Usa, 1939) o “Gangs of New York” (Usa, 2001) ambientati nello stesso periodo storico.

“Ritorno a Cold Mountain”. Titolo originale: “Cold Mountain”. Produzione: USA, 2003. Durata 155′.
Regia: Antony Minghella. Interpreti: Jude Law, Nicole Kidman, Renée Zellweger, Donald Sutherland.

[29/02/2004]

Annunci