Il trono di spade – Game of Thrones VIII – Una specie di diario

GoT S8, pt.1: “Grande Inverno” [spoiler] *
In cinquanta minuti se ne salvano ( = utili al prosieguo della vicenda) dieci in tutto.
Il serial ci ha insegnato a non pretendere troppo agli esordi. Ma qui sono molte le questioni che sembrano fuori controllo. Molti sono (paiono) i depistaggi in atto.
Recitazione sempre sotto gli standard minimi.
Soap opera fantasy confermata.
Colpi di scena (che non lo sono, ma tant’è) deludenti e frettolosi, goffi (rivelazione della vera identità di Jon; l’alcova regale; liberazione della regina delle isole del ferro; l’incontro tra Jamie e Bran). Così come si spinge nella caratterizzazione di alcuni personaggi (Sansa la stratega) rendendo bidimensionali altri (Jon, ma non è una novità). Vedremo.

GoT S8, pt.2: “Un cavaliere dei sette regni” [no spoiler] *
Il poco che succede si aggiunge al poco che è successo nella precedente puntata. Il polpettone si trascina ancora un volta visivamente imbastito da un montaggio goffo, lento e descrittivo, legato a Jaime, protagonista di molti eventi narrati. I dialoghi sono ancora incomprensibilmente sottotono, i due colpi di scena non lo sono realmente perché prevedibili e paiono sprecati. Non si sente realmente “la puzza della paura”, si intuisce. La tensione altre volte resa in modo migliore è estinta, per ora almeno.
I numerosi attori cani, in primis Emilia Clarke (imperdonabile, assieme a Kit Harrington), non aiutano a risollevare le sorti di questo stanco e sfilacciato esorcismo. Ok, si temporeggia, dunque, per preparare il pubblico al gran finale. O così si lascia presumere, ma due puntate di quasi nulla sulle sei previste cominciano a pesare e a presagire a un effetto valanga che di morte in morte eccellente ci porterà all’agognato episodio sei.
Se altrove (nelle scorse stagioni, ma anche in altri serial) la cosiddetta “psicologia” dei personaggi è divenuta via via il punto di forza che va a rattoppare sceneggiature semi inesistenti, in queste ultime puntate trionfa la bidimensionalità, mentre fioriscono spiegazioni, talvolta pretestuose, assieme a tentativi di riportare in auge le caratteristiche più ruspanti agli esordi del serial (ma le numerose occasioni orgiastiche di etero e omo erostismo paiono definitivamente archiviate, in loro vece emergono storie d’amore più ordinarie, monogamiche e rese in modo assai casto, nonostante la relazione quasi incestuosa – non una novità per il serial – tra Daenerys e Jon svelataci ormai eoni fa). 
Ma c’è un ma, il totem è proprio la conclusione che rimane a oggi ancora un fatto oscuro e largamente imprevedibile nonostante tutte le ipotesi anche le più oscure, il misterioso epilogo è perciò – ahinoi – l’unico fatto curioso che tiene in piedi una baracca scricchiolante ancora stracolma di personaggi “importanti” e di eventi in divenire. 
L’ultima inquadratura fa sperare che ormai oltre all’inverno stia arrivando anche la prima vera puntata della stagione.



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