The alienist (2018) *

Patinatissimo e modaiolo serial in costume che sfrutta il medesimo soggetto di “Mindhunter”, ricollocandolo nella New York sordida della fine Ottocento.
Davvero nulla di nuovo, anche se le prime puntate promettono almeno un serial poliziesco – con un impianto narrativo basato su detection e piste false – tutto crolla nell’epilogo sprecone e banale.
Unico elemento degno di nota – oltre alla fotografia – è Dakota Fanning che incanta la macchina da presa con una performance ben al di sopra dei suoi colleghi e dell’impianto registico stesso.
(Anche la sigla di testa con le immagini della decostruzione della Statua della liberta’ è spettacolare).
Evitabile, se non sei fan di Dakota Fanning.

(Sì, l’interprete al centro del manifesto l’hai già visto in Goodbye Lenin.)
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Autore: Cinex

Recensioni per nulla obiettive: una risposta sbagliata ai Dizionari (stelline comprese) da un vecchio blog più volte caduto in oblio, ma mai abbastanza.

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