L’ingannno – The Beguiled (2017) ***

[Attenzione: spoiler]

Un nuovo gineceo diretto da Sofia Coppola, di nuovo un giardino di vergini, non suicide questa volta, ma omicide.
“L’inganno” è un film che va esplorato così come quel giardino incolto, vero sauvage, che circonda e contrasta con le linee pulitissime della villa neoclassica abitata dalle protagoniste.
Anzi è proprio un horror senza averne completamente l’aria, si potrebbe dire. Solo a un secondo sguardo più attento e forse più astratto si possono riscontrare nel film alcuni stereotipi del genere orrorifico, abilmente camuffati in questo racconto sospeso tra realtà e fantastico.
Che cosa c’è di più inquietante di una pallida villa sudista abitata da sole fanciulle e ragazze che imparano il francese e a cucire sotto l’occhio vigile di due precettrici non più giovani, ma ancora attraenti?
Difficile dirlo, dipende dai punti di vista: parimenti potrebbe anche essere la perfetta sintesi di un miraggio paradisiaco.
Ma le cose cambiano quando in mezzo a loro, un giorno, capita un bel soldatino blu ferito – nemico per giunta – nel brutto mezzo della guerra di Secessione.
Allora la mente corre a “Suspiria” di Dario Argento, ma anche al misterioso e al fantastico che aleggia in “Picnic ad Hanging Rock” (1971, Peter Weir), e a tutte le piccole donne della Coppola (dalle vergini suicide citate alla corte di Maria Antonietta), educande che si possono tramutare in baccanti, così: senza battere ciglio. Streghe che conoscono la segreta natura (spietata) delle cose, perciò sono in grado di guarire, ma anche di somministrare pozioni velenose, letali, ecc…
Un modo per scoprirlo è guardare questo film fin nell’abisso, penetrarlo letteralmente, perché c’è una questione irrisolta di mascolino e femminino che grava per tutta l’ora e mezza di proiezione, di stregonesco appunto e di gioco delle parti, molto molto simile a quello della mantide religiosa e del suo compagno d’eros e ciò si manifesta quando meno te lo aspetti. Ossia con l’inganno.

locandina inganno

Autore: Cinex

Recensioni per nulla obiettive: una risposta sbagliata ai Dizionari (stelline comprese) da un vecchio blog più volte caduto in oblio, ma mai abbastanza.

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