House of Cards – Quinta stagione (2017) *

18738950_1382258178463611_8175220755558464470_oIl declino della serie che ha fatto la fortuna di Netflix (Italia esclusa) è inesorabilmente lungo come quello dell’impero americano ivi messo in scena.
Annaspa di episodio in episodio nelle verbose sequenze claustrofobiche al chiuso di stanze, corridoi, scale di servizio, luci artificiali, talpe e spie, governate da meccanismi burocratici sempre più inverosimili e noiosi. Ossia azioni che continuano a riprodursi per gemmazione, con lo scopo di allungare il brodo per allontanarsi dalla concorrenza e dal paragone con Trump (ma su questo punto torneremo alla fine).

C’è da dire che formalmente gli episodi sono sempre lussuosi, ben diretti da alcuni registi che provengono dal cinema (è il caso di Agnieszka Holland che ne firma due in questa stagione).
Cari Frank e Claire, siamo affezionati talmente che avevamo già capito – tutti – sin dalla Terza stagione, che la dittatura di velluto marcata Underwood sarebbe finita nel talamo nuziale (seppure frequentatissimo), allo scontro finale tra voi due.
La consorte angelicata lo è in quanto luciferina e da quando si lascia andare al cameralook facile si confessa agli spettatori, attraverso lo stargate privilegiato che toglie di volta in volta ogni minimo dubbio. Ammesso che ce ne fosse qualcuno ancora in circolazione. Finalmente anche Claire si è laureata assassina spietata, ella stessa come l’illustre marito. Ma l’uccisione del cavalier servente esistenzialista-mollaccione è talmente penosa e manierata (e involontariamente comica) da far sperare di dimenticarla al più presto. Così come è irritante anche la scomparsa (momentanea) di alcuni personaggi chiave, nonché la figura di cartone del segretario di Stato Durant – né carne né pesce – che viene spinta giù dalle scale dal presidente per poi svanire nell’oblio: sono cose che lasciano quasi inteneriti.
Dove siamo finiti?
La tipica telenovela brasiliana era più attenta a mantenere nel tempo gli standard, per non disorientare troppo lo zoccolo duro, invece qui pare abbiano tentato di cambiare troppo per non cambiare nulla, gattopardeschi al midollo.
Il sesso per Frank è sempre meno presente (forse il Potere presidenziale l’ha sostituito? chissà?) e quando c’è è superfluo, giustapposto, così come il torbido ha lasciato il posto al prevedibile.
La recitazione di entrambi i protagonisti è ai limiti sindacali dell’impegno: una coazione a ripetere di smorfie, anzi mezzesmorfie, che ne fanno maschere prive di fascino, appiccicate ai volti come i capelli di plastica di Kevin Spacey.
Per il resto, valgono i dubbi già espressi per GoT (e altre serie), soprattutto riguardo l’ultima stagione, risollevatasi – tra morti eccellenti e scene di massa -, solo nei tre episodi terminali.
Per il resto siamo dinanzi a un manifesto accanimento.

La risposta più banale per questo annacquare senza sosta e senza ritegno (ossia: segui i soldi e capirai perché si allunga il brodo), non basta forse a comprendere come mai questa estenuante Quinta stagione non sia stata l’ultima della serie. La fuoriuscita anzitempo di Beau Willimon, giovane sceneggiatore non ha certo giovato e forse ha rivelato che non fosse nei patti arrivare addirittura a una sesta, ipotetica, stagione.

E’ colpa dell’effetto Trump?
Forse la realtà sta superando qualsiasi possibile sceneggiatura su Washington e dintorni? Forse che sì, forse che no.
Ammettiamolo: vorremmo tanto che Trump fosse un Gran genio del male, invece non è niente di ché (a Reagan, cui è stato frettolosamente paragonato, non lega nemmeno le calighe). Almeno per ora (un brivido corre lungo la schiena), dunque Underwood può stare tranquillo, se sconta qualcosa sconta i propri errori, le proprie stanchezze e le proprie ridondanze.

Insomma. L’ultima curiosità che rimane viva nello spettatore più affezionato/masochista si fonda in una sola domanda: ma come la chiuderanno?

 

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Autore: Cinex

Recensioni per nulla obiettive: una risposta sbagliata ai Dizionari (stelline comprese) da un vecchio blog più volte caduto in oblio, ma mai abbastanza.

2 pensieri riguardo “House of Cards – Quinta stagione (2017) *”

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