Un chien andalou (1929) **** 

Flussi di incubi e desideri che rimandano a simboli e immagini inspiegabili e inquietanti che formano o sfaldano lacerti di storie d’amore impossibili e irrazionali.

La chiave d’ingresso al cinema di Luis Buñuel uno dei più grandi maestri del cinema mondiale, che lo firma con Salvador Dalì. Il surrealismo: il sogno e l’incubo, le associazioni stridenti, stranianti, ancora oggi lasciano esterrefatti e mantengono, a ragione, la fama che il film merita e che da anni infiamma gli animi di cinefili e fan del regista spagnolo. Un film preoccupante che dà la misura della vitale cultura europea alla fine degli anni Venti.

L’immagine del taglio dell’occhio (un occhio bovino in realtà) è nel retroterra di ogni buon nerd ammalato di cinema.

Un chien andalou (Un chien andalou 1929) di Luis Buñuel, Salvador Dalì – con Pierre Batcheff, Simone Mareuil, Luis Buñuel.

3 dicembre 2005

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Autore: Cinex

Recensioni per nulla obiettive: una risposta sbagliata ai Dizionari (stelline comprese) da un vecchio blog più volte caduto in oblio, ma mai abbastanza.

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