Sole (2005) ***

1945 gli ultimi giorni di guerra tra il Giappone e gli alleati. Rinchiuso nel bunker, l’imperatore Hiroito attende una decisione per limitare i danni al suo fiero popolo. L’incontro tra l’imperatore e il generale MacArthur, sarà un confronto tra due universi all’apparenza incongruenti e pronti a cedere distanze reciprocamente. Al vinto toccherà la decisione più dura, ma infine saggia.

Se il re francese Luigi XVI, prima di essere ghigliottinato, si occupava con passione di orologeria, l’imperatore Hiroito, persona sacra alla sua nazione, in una simile situazione di emergenza, si occupa di biologia marina. Ma osservando il carapace di un granchio, quest’ultimo vi vede la sua nazione distrutta dalla guerra: nel guscio vi sono incisi gli elementi di una maschera del teatro tradizionale giapponese. Una guerra che egli non aveva voluto. Ma il problema più grande era l’irriducibilità di un Giappone che sarebbe stato pronto ad essere sterminato in nome del suo imperatore, un dio in terra. Ma proprio la natura divina è l’ultimo campo di negoziazione della pace, la pace sociale che l’imperatore desidera sopra ogni altra cosa; un po’ di pace anche per la sua vita strutturata e ingabbiata nel cerimoniale stretto cui è sottoposto, come in un supplizio, fin nell’intimità. Ma quel mondo occidentale cui i cascami estetici subisce il compassato regnante tenderà per ricevere una risposta ai propri incubi, a quelle bestie, come apparvero ai giapponesi, a partire dal bombardamento atomico di due città inermi.

Grande l’interprete Issei Ogata nel ruolo dell’imperatore, studiato nei minimi particolari.
Il regista Sokurov dà il meglio di sé nelle sequenze digitali degli incubi in cui si muovono pesci dotati di ali di aeroplano che bombardano e metto a ferro e fuoco le città nipponiche.

Sole (Solnze 2005) di Aleksandr Sokurov – con Issei Ogata, Robert Dawson, Kaori Momoi, Shirô Sano, Shinmei Tsuji
6 dicembre 2005

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Autore: Cinex

Recensioni per nulla obiettive: una risposta sbagliata ai Dizionari (stelline comprese) da un vecchio blog più volte caduto in oblio, ma mai abbastanza.

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