“Morte a Venezia” (1971) ****

Gli ultimi giorni di un musicista autriaco al Lido di Venezia. Lo divorano un morbo reale (il colera) e interiore, fino a cancellarne la dignità e l’esistenza.

Il film, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Mann, sfiora un tema scottante, allora tabù innominabile, come la pedofilia trafigurata nella ricerca (artistica) della bellezza “perfetta” insita nella giovinezza.

Alcune lungaggini il maestro poteva risparmiarle (l’interminabile siparietto da avanspettacolo – vagamente felliniano, che è tutto dire – e alcuni flashback), ma le plaghe di noia sono risarcite da un’interpretazione magistrale del grande Dirk Bogarde, da ricordare assieme a una Mangano sfolgorante (citazione vivente di Carla Erba, la madre del regista). 

“Morte a Venezia” di Luchino Visconti, Italia/Francia 1971, 133′.

25 marzo 2007

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Autore: Cinex

Recensioni per nulla obiettive: una risposta sbagliata ai Dizionari (stelline comprese) da un vecchio blog più volte caduto in oblio, ma mai abbastanza.

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