Il mio miglior nemico (2006) ** 

Orfeo, giovane deluso, incrocia la vita di Achille: uomo potente e freddo, ex datore di lavoro della madre. Il risultato è catastrofico per entrambi. Di mezzo entrano i sentimenti: Orfeo ha una relazione con Cecilia la figlia di Achille.

Film che ha molti pregi e altrettanti difetti. Il pregio più evidente è la recitazione felice di Verdone, maschera di gomma che padroneggia la scena. In ogni scena buffonesca, drammatica, sopra o sotto le righe è caricata dalla sua espressione irresistibile. Altro pregio sono il ritmo e una regia narrativa presente, è un film sceneggiato molto bene. Qui, infine, le battute romanesche ad effetto: si ride spesso.

Muccino avrebbe bisogno ancora di un logopedista e di un buon corso di recitazione. E’ fotogenico, ma quando si muove e parla, raramente riesce a emergere dalla mediocrità che lo contraddistingue. La recitazione ruspante può andar bene per qualche personaggio interpretato nel passato, ma questa ulteriore esperienza sembra essere la prova che Muccino Jr. si stia appiattendo sul suo (neanche tanto) talento, ormai stereotipo schiacciato da un Verdone in gran forma.

Il soggetto è scontato e il plot continuamente rimandato in avanti da colpi di scena telefonati. Si susseguono generi della commedia (e dramma) degli equivoci, la famiglia sfaldata, la scoperta amara che tutto ciò che ti circonda è spurio, falso e passeggero. Tema trito nel cinema contemporaneo (in generale).

Affidarsi a macchiette, far ridere nell’immediato, è un meccanismo collaudato, ma se il cinema fosse una cosa da prendere sul serio, sarebbe un ennesimo abuso della pazienza del pubblico pagante.

Gli sponsor, o come si dice oggi il ‘product placement’, sono invadenti come nei film di trent’anni fa. Attenzione: nessun moralismo, ma in almeno due casi sono talmente pretestuosi da coprirsi di ridicolo.

Ciò che emerge è la presenza costante dei due protagonisti che assuefanno il pubblico che, lì per lì, non si accorge che il resto del film sparisce lontano. La storia rimane in piedi solo per situazioni comiche che giustificano altre situazioni paradossali. Con il risultato, spesso riscontrato nella commedia degli ultimi anni, che la verosimiglianza diviene un opzione superflua, e si vezzeggia il pubblico più giovane con scene plateali o sognanti. E in effetti il protagonista giovane, nemico del protagonista si mezza età, che si innamora della figlia di quest’ultimo è snodo narrativo (piuttosto importante) che troviamo simile in “Notte prima degli esami”.

Il mio miglior nemico (Italia 2006) di Carlo Verdone – con Carlo Verdone, Silvio Muccino, Ana Caterina Moriaru, Agnese Nano, Paolo Triestino.

24 maggio 2006

migliornemico03

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Autore: Cinex

Recensioni per nulla obiettive: una risposta sbagliata ai Dizionari (stelline comprese) da un vecchio blog più volte caduto in oblio, ma mai abbastanza.

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