La vita è bella (1997) ** 

Primo tempo: un improbabile Charlot aretino di religione ebraica, vive gli anni delle leggi razziali nella sua città tra asperità e affetti. Nonostante le crescenti intolleranze, si crea una famiglia e nasce un figlio.
Secondo tempo: la famiglia viene deportata in un campo di stermino e viene divisa, il figlioletto rimarrà accanto al padre. Questi, per rendere meno cruda la realtà disumana del lager al bimbo, gli farà credere di partecipare ad un gioco, che avrà in palio un carro armato, questo espediente allevierà agli occhi del bimbo le brutalità naziste. 

Tema capitale trattato con leggerezza originale e rispettosa, ma altrettanto, rischiosamente, esposto a comode conclusioni consolatorie insufflate dal finale commovente e lieto.
I notevoli problemi del film derivano da una sceneggiatura lacunosa e da una regia statica, che si limita a inquadrare personaggi e azione.
Accettato dalla comunità internazionale con favore, il consenso fu coronato da una trionfale (e indimenticabile) notte degli Oscar.

La vita è bella (Italia 1997) di Roberto Benigni – con Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Giorgio Cantarini, Giustino Durano.

[2 aprile 2005]

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Autore: Cinex

Recensioni per nulla obiettive: una risposta sbagliata ai Dizionari (stelline comprese) da un vecchio blog più volte caduto in oblio, ma mai abbastanza.

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