“Guerre stellari. Episodio IV: Una nuova speranza” (1977-1997) ***

Il quarto espisodio della saga “Guerre stellari”, ossia la versione rinnovata, ricostruita, ristrutturata, manipolata del primo film, uscito nel 1977, è arricchito da apporti digitalizzati e dal suono rimasterizzato (purtroppo il vecchio doppiaggio italiano non lo consente appieno, ci teniamo così anche gli inspiegabili e irritanti ribattezzamenti italiani).

Le novità si giocano molto spesso in particolari minimi, anche se questo crea qualche incongruenza (ad esempio al porto di Mos Eisley, al fermo delle truppe imperiali: dopo il plagio di Obi-Wan Kenobi, un soldato in ‘trance’ ripete sotto dettatura gli ordini ai suoi commilitoni, questi ultimi, in una scena successiva, spariscono improvvisamente, in cambio della visione di un mostro digitale in lontananza).
Ma anche vere e proprie novità: così la trasformazione fisica del contrabbandiere Jabba the Hutt in lumacone, che così conosceremo già nei due episodi successivi (metamorfosi rimasta inspiegata fino a questo, tardivo, rimaneggiamento).

Il film è movimentato visivamente dal meltin’pot intergalattico; porta la riflessione politica nel profondo, oggi quanto mai attuale, sul significato di “repubblica”, e sul pericolo imminente di un totalitarismo, ancora oscuro (l’imperatore soltanto nominato, non si vedrà mai in questo episodio), oscuro come la Forza dello jedi rinnegato, e simbolo della saga, Lord [Dart] Fener [Darth Vader in originale, ossia Padre Oscuro].
Luke Skywalker è strappato alla sua vita quotidiana da un fatto tragico, che segue, anni dopo, la scomparsa dei genitori (anche se si parla insistentemente soltanto del padre): e cioè la brutale uccisione degli zii paterni da parte delle truppe imperiali in cerca di documenti scottanti sulla Morte Nera: la più importante arma che l’impero vuole usare per piegare a sé i ribelli e disilludere i sottomessi, in grado di distrugge un intero pianeta. Luke è affiancato da due robot presenzialisti, e da Obi-Wan Kenobi, vecchio jedi, che fu amico del padre di Luke, nonché maestro di Lord Fener.
Entra in campo lo spaccone Jan Solo [Han Solo] e il peloso Chewbacca, che con la sgangherata astronave Millennium Falcon tenteranno di sottrarre dalle grinfie dell’impero la principessa Leila [Leia Organa], infine contesa, a parole, da Han Solo e Skywalker. Nel frattempo Luke sperimenta su di sé la Forza, aiutato dalla voce di Obi-Wan, sacrificatosi alla spada laser di Fener: per la Morte Nera inizia il conto alla rovescia…

La scena trionfale finale è da molti ritenuta ispirata al film di Leni Riefenstahl “Il trionfo della volontà” (Germania, 1934), documentario di propaganda nazista, dalle qualità cinematografiche indiscutibili, almeno queste. Mentre il dorato robot antropomorfo è ispirato a Maria l’androide di “Metropolis” di Fritz Lang (Germania, 1926).
La cinefilia espressa da questa saga si accompagna a discipline e religioni orientali (la spada laser è come un bastone di kendo, o una lama da samurai, lo jedi stesso è un guardiano, sacerdote, e casto in teoria, della repubblica, come il samurai lo era per conto dell’imperatore giapponese), ed elementi cristologici, evidenti di più nella nuova trilogia; miste a un medioevo futuro tecnologicamente avanzato, che però risulta soverchiato dalla misteriosa Forza (chiarificatrice la diatriba tra un notabile dell’impero e Dart Fener sulla potenza o meno dell’antica religione jedi, che vede quest’ultimo prevalere in lontananza – e con semplice indice piegato – sul notabile che si accascia su se stesso), espressione manichea del bene che per esistere ha bisogno della propria nemesi: un tao universale che governa attraverso esseri dai poteri sovrannaturali.
Lucas definisce un mondo parallelo che si ispira alle saghe del passato a partire dalla letteratura omerica, per citarne qualcuno: Dick, Asimov, al “Signore degli anelli” di Tolkien – in tempi non sospetti -, che omaggia nel titolo dell’ultimo film “Il ritorno dello jedi” che ricalca il tolkeniano: “Il ritorno del re”.

Guerre stellari – Episodio IV: Una nuova speranza. (Star Wars. Episode IV: a New Hope, Usa 1977-1997, col. 125′). Regia George Lucas. Con Marck Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Peter Cushing, Alec Guinnes.

[05/01/2005]

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Autore: Cinex

Recensioni per nulla obiettive: una risposta sbagliata ai Dizionari (stelline comprese) da un vecchio blog più volte caduto in oblio, ma mai abbastanza.

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