“Furyo” (1983) *** 

“Buon Natale, mister Lawrence!” esclama in primissimo piano Takeshi Kitano: il Giappone e l’Occidente s’incontrano, nemici, durante la seconda guerra mondiale, in un campo di prigionia nipponico.

Nagisa Oshima, autore giapponese, mantiene una visione tendenzialmente onnicomprensiva, ponendo sullo stesso piano sia la cultura giapponese sia quella inglese.

Il film oscilla presentando grumi di violenza e momenti di pura contemplazione dell’umano. Le differenze culturali, il senso univoco dell’onore e della morte sono arcaiche dal punto di vista inglese, essenziali dall’altro, ma esse si compenetrano senza mai fondersi tra loro.
Storia di guerra e di sensi, passioni irrazionali, sostenute dall’apparentemente fredda sovrastruttura militare e giudiziaria.

A due musicisti, molto celebri, David Bowie e Ryuichi Sakamoto, sono affidate le sorti di un impossibile ricongiungimento, ma che ben presto sfocia in un tragico e inesorabile gioco delle parti.
La fine drammatica verrà decretata dall’incapacità di comunicare, data, probabilmente, dalla decodificazione diversa di valori comuni, in un contesto di attrazione e repulsione continue.

Furyo (Senjo No Merry Christmas, Giappone/GB/N.Zelanda 1983, col, 22′) Nagisa Oshima. Con David Bowie, Ryuichi Sakamoto, Tom Conti, Takeshi Kitano.

[05/01/2005]

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Autore: Cinex

Recensioni per nulla obiettive: una risposta sbagliata ai Dizionari (stelline comprese) da un vecchio blog più volte caduto in oblio, ma mai abbastanza.

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